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Direzione provinciale del Partito Democratico di Torino – 1 luglio 2014

Ordine del giorno

Città metropolitana e Decentramento

Premesso che

-          nelle Linee programmatiche 2011 – 2016 per il Governo della Città di Torino, presentate dal Sindaco Piero Fassino l’11 luglio 2011 ed approvate dal Consiglio Comunale il 13 luglio 2011, si sottolinea la necessità, “entro la prima metà del mandato e con  un percorso davvero partecipato, [di] attuare una ridefinizione delle competenze, degli strumenti e delle risorse necessarie, e tenendo conto del quadro normativo nazionale, degli assetti istituzionali ed amministrativi delle attuali dieci Circoscrizioni”.

-          La soppressione delle Province e la nascita delle aree metropolitane, ormai in fase attuativa, secondo quanto disposto dalla L. 7 agosto 2012, n. 135, pongono il tema, politico prima che amministrativo, della riorganizzazione del Decentramento nella Città capoluogo nella direzione delle Municipalità (percorso ormai intrapreso ad esempio a Milano)

 

Si rileva che

 

-          La necessità di riformare l’attuale assetto del Decentramento torinese è ormai improrogabile in un momento in cui la drastica contrazione delle risorse a disposizione dell’Ente, le mutate istanze di partecipazione da parte dei cittadini e di vicinanza delle istituzioni ai territori,  la necessità di porre la governance dei servizi al livello più idoneo a renderli aderenti alle esigenze, obbligano ad una complessiva riorganizzazione della macchina comunale,

che però finora non ha interessato le Circoscrizioni, se non in relazione ai pesanti tagli di risorse, umane e finanziarie.

-          In tutte le sedi di confronto politico, compreso il Coordinamento cittadino di Torino, da parte dei gruppi consiliari circoscrizionali del Partito Democratico è emersa forte l’esigenza di giungere a una proposta politica compiuta, che riordini in primo luogo le competenze tra amministrazione centrale e decentrata, restituendo credibilità e funzionalità alle istituzioni tutte nel rapporto con i cittadini e con le problematiche legate ai territori.

-          La partecipazione dei cittadini è tanto più incentivata quanto più si avvicina al momento decisionale o di programmazione reale.

-          Il Consiglio comunale di Torino, su stimolo di una mozione di indirizzo, presentata dalla maggioranza di centrosinistra, e  approvata nei Consigli circoscrizionali, ha istituito una Commissione speciale Decentramento, presieduta dal Partito Democratico, che si è impegnata a redigere una proposta di riorganizzazione entro la fine dell’anno.

La Direzione del Partito Democratico di Torino

Ritiene ormai non più prorogabile una trasformazione delle attuali Circoscrizioni in Municipalità, come istituzioni decentrate non solo di partecipazione ma di governance dei servizi territoriali, che tenga conto dei seguenti criteri prioritari:

-          Esclusività delle competenze, ove possibile, e codecisione reale, che evitino doppi passaggi amministrativi e politici, causa di inefficienze, lungaggini e confusione nella collocazione dei processi decisionali;

 

-          Nell’attribuzione delle competenze, sia per quanto riguarda le manutenzioni, sia per i servizi alla persona, devono essere garantiti criteri di uniformità nell’accessibilità e nell’efficienza dell’erogazione, ma salvaguardando l’efficacia attraverso l’aderenza del servizio alla specificità dei territori;

 

-          Nell’individuazione del numero delle Municipalità sia garantita l’omogeneità rispetto al criterio demografico scelto dalla Città e dalla Provincia di Torino per le aggregazioni di Comuni, ovvero 120 mia abitanti circa, in linea con le scelte delle altre grandi città metropolitane italiane;

 

-          Nell’articolazione istituzionale, venga garantita l’efficienza e lo snellimento dell’organizzazione circoscrizionale, in particolare con l’elezione diretta del Presidente e la rilevanza esterna della Giunta;

 

-          Maggior autonomia e responsabilità delle Circoscrizioni nella gestione dei bilanci, in particolare prevedendo che alcune entrate accertate dalle Circoscrizioni, sulla base di regolamenti omogenei comunali, restino nel bilancio circoscrizionale.

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